Forca d'Acero è la porta di ingresso del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Da casa mia, quartiere centrale di Roma, sono 151 km, due ore e mezzo di macchina considerando il traffico regolare della tangenziale e poi dell' A24. Il cambio d'aria è incredibile, le orecchie si tappano e la temperatura scende di parecchi gradi. Entrare nel Pnalm è come visitare una chiesa antica in pieno centro storico, si viene immediatamente investiti dalla penombra e dal silenzio, la fretta si dissolve nella contemplazione. E' la dimensione che Messner chiama wilderness, la natura selvaggia, luogo fisico e disposizione mentale. Il Pnalm è il più vecchio parco nazionale italiano, posizionato nel centro esatto della penisola e circondato dall'azione pesante dell'uomo. A ovest le enormi aree industriali del frusinate, a nord-est la valle del Pescara devastata negli anni da una dissennata politica edilizia. Nel parco l'umano è marginale, quando è presente. Lontano da quei pochi giorni l'anno di turismo chiassoso le valli e le montagne offrono lo spettacolo della sacralità della natura inviolata, rifugio di un incalcolabile numero di specie vegetali ed animali. E' in queste foreste centenarie ed inestricabili che l'orso marsicano lotta contro l'estinzione ed è tra queste sfumature di verdi e marroni che si nasconde e riprende forza la popolazione in crescita del lupo appenninico.

ore 23:00 circa, branco di lupi in libertà

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